F 205 inf. (gr. 1019)
Manoscritti

F 205 inf. (gr. 1019) = Ilias picta

Descrizione fisica: perg.; 52 ritagli di varie dimensioni ; sec. 5. ex.-6. in.

Lingua: Greco classico (fino al 1453) (lingua del testo, colonna sonora, ecc.)

Nota:
  • Miniature di scene iliadiche note come Ilias picta o Ilias ambrosiana. Inquadrate in una cornice, di forma rettangolare e dimensioni variabili, furono ritagliate da un codice contenente il poema, di cui portano frammenti sul retro e più raramente sopra o sotto; un ritaglio è una striscia da una delle cornici. Le indagini paleografica di Guglielmo Cavallo e storico-artistica di Ranuccio Bianchi Bandinelli hanno condotto ad ascrivere il cod. all'Alessandria di sec. V ex.-VI in. Interventi di più mani sui frammenti di testo testimoniano la sopravvivenza e fruizione del cod. sino almeno al sec. X in. Le miniature furono quindi ritagliate e incollate in un codicetto cartaceo (F 205# inf.) contenente materiale omerico: argomenti ai libri dell'Iliade, commenti di contenuto narrativo ed eziologico, escerti, che le illustrazioni contribuivano forse a leggere con maggior profitto e piacere; parimenti su cornici e miniature furono apposte didascalie e nomi di luoghi e personaggi. Colla sottile striscia ritagliata da una cornice fu rinforzato il dorso del codicetto. La carta utilizzata per comporlo e la scrittura dei due copisti sono databili al sec. XII e si lasciano localizzare in area calabro-sicula; L. PALLA, «Folia antiquissima, quibus Ilias obtegebatur». Materiali per una storia dell'«Ilias picta» ambrosiana, in Nuove ricerche sui manoscritti greci dell'Ambrosiana. Atti del Convegno (Milano, 5-6 giugno 2003), a cura di C.M. MAZZUCCHI - C. PASINI, Milano, Vita e Pensiero Università, 2004 (Bibliotheca erudita, 24), pp. 315-352. Le vicende del codice restano oscure sino a quando compare nella biblioteca di Gian Vincenzo Pinelli, passata nel 1609 all'Ambrosiana. Qui nel 1811 lo studio delle miniature e dell'Iliade riscoperta sul loro retro fu affidato ad Angelo Mai, che staccò le pergamene dai fogli su cui erano incollate, le riprodusse, trascrisse e collazionò i frammenti di testo, pubblicò nel 1819 i risultati (Iliadis fragmenta antiquissima cum picturis item scholia vetera ad Odysseam, Mediolani, Regiis typis; cui fece seguito nel 1835 l'edizione romana Homeri Iliados picturae antiquae ex codice Mediolanensi Bibliothecae Ambrosianae). Verisimilmente a questo periodo risale la numerazione da I a LVIII delle scene miniate contenute nei cinquantuno ritagli: in sei casi un solo ritaglio contiene sovrapposte sullo stesso lato due scene (le VI e VII, XVI e XVII, XX e XXI, XXXI e XXXII, XLIV e XLV, XLIX e L); in un caso due scene (XXVIII e XXIX) sono sovrapposte ciascuna su un lato del ritaglio. Dagli anni Settanta del Novecento le pergamene sono conservate in cinquantuno teche di plexiglas - insieme al ritaglio colla scena XXVII si trova la striscia di cornice; i trentotto fogli superstiti del codicetto cartaceo sono stati inseriti a due a due in diciannove teche analoghe l'anno 2000, mentre una cartella custodisce i resti della legatura.
  • Della legatura del codicetto medioevale sopravvivono due fogli di cartoncino (mm 223 x 175 e mm 220 x 163) non numerati, che potrebbero aver funto da coperta o guardie; su uno dei lati maggiori del primo brandelli di frammenti pergamenacei da ms. latino, che rinforzavano il dorso, di spago e cuoio marrone. Sul "recto" sempre del primo foglio, al centro in alto una croce e subito sotto annotazione di mano cinquecentesca: Ζωγραφίαι μερικαὶ τῶν ἐν Ἰλίω Ἑλληνικῶν καὶ Τρωϊκῶν πολέμων χρῄζουσαι διὰ τὴν ἀρχαιότητα ἀνακαινισμοῦ· καὶ ἱστορίαι μερικαὶ ὡσαύτως δεόμεναι ἀνακαινισμοῦ. Un poco più in basso Grazio Maria Grazi ha annotato "Pitture d'un'Homero anticho, congiunte con li argumenti, de libri, et alcuni scholii". Forse dello stesso Grazi la nota "I.V. P(ine)lli" ancora più sotto. Tra questa e la precedente un asterisco vergato in giallo ocra al centro del foglio. Nell'angolo superiore sinistro e continuando in un lembo del foglio, che copriva il dorso, il numero 348 rovesciato rispetto alle altre scritture: si tratta della vecchia segnatura ambrosiana "T 348", vergata anche al centro della miniatura I. Sullo stesso lembo, ma nella sua parte inferiore, un'etichetta cartacea col numero 74. Sul "verso" del secondo cartoncino la stessa mano cinquecentesca ha riannotato: Ζωγραφίαι μερικαὶ τῶν Ἑλλήνων καὶ Τρώων ἐν Τροια πολέμων χρῄζουσαι ἀνακαινισμοῦ διὰ την παλαιότητα καὶ μερικαὶ ἱστορίαι+ Insieme ai due cartoncini si conserva un foglio cartaceo (mm 227 x 175), che fu inserito nel codicetto a mo' di guardia in Ambrosiana; al centro del recto la nota del Sassi "Homeri argumenta cum picturis antiquis", e sotto la segnatura "B. 88" della stessa mano. Circa questi materiali dalla legatura cfr. PALLA, «Folia antiquissima», pp. 324-326.
  • L'Ilias e quel che rimane del codice cartaceo furono fra i pezzi, che a motivo del loro pregio negli anni Cinquanta del XX sec. furono collocati nella "Sala del Prefetto" o "Sala P" e risalgono ad allora le segnature S.P.10/22-26 affiancata ad F 205 inf., ed S.P.10/26c ad F 205# inf.; mutata poi la collocazione, a queste segnature, che torna sempre utile menzionare, sono oggi da preferire le originarie F 205 inf. ed F 205# inf. Inoltre fu data la segnatura S.P.10/26b alle carte del Mai preparatorie all'edizione del 1819 e allegate ad F 205# inf., ed S.P.10/26a ad un album in pelle, che custodì per un certo lasso di tempo le pergamene dopo il distacco. PALLA, «Folia antiquissima», pp. 320-322.
  • Di contro a Mai, che numerò solo le miniature, dall'edizione Ceriani - Ratti (vd. infra) è invalsa anche la numerazione 1-52 dei frammenti, senza che vi sia stata riportata; la si mantiene in questa scheda, sostituendo però il termine "fragmentum" ("fragm.") a "folium" ("f.") di Ceriani - Ratti. Per le miniature si mantiene "pictura" ("pict."). Per quanto concerne i frammenti di testo, non vengono specificate le lacune interne; per le miniature, onde non introdurre elementi estranei alla letteratura scientifica, vengono riportate le descrizioni delle scene di Mai (1819). Quando non altrimenti indicato, miniatura e testo si trovano ciascuno su un lato del frammento, che si rinuncia a distinguere in recto e verso, non essendo stata verificata la distinzione di Ceriani - Ratti, che Ceriani (pp. 29-30) non escludeva contenesse errori.
  • Iliadis fragmenta antiquissima cum picturis item scholia vetera ad Odysseam, edente A. MAIO, Mediolani, Regiis typis, 1819; A. MAI, Homeri Iliados picturae antiquae ex codice Mediolanensi Bibliothecae Ambrosianae, Romae 1835; C. PASINI, Bibliografia dei manoscritti greci dell'Ambrosiana (1857-2006), Milano, Vita e Pensiero, 2007 (Bibliotheca erudita, 30), pp. 357-358; J. IRIGOIN, L’apport de l’Italie méridionale à la transmission des textes classiques, in Histoire et culture dans l’Italie byzantine. Acquis et nouvelles recherches, sous la direction de A. JACOB - J.-M. MARTIN - Gh. NOYÉ, Rome, École Française de Rome, 2006 (Collection de l’ École Française de Rome, 363), pp. 5-20: 6-9, colla recensione di C.M. MAZZUCCHI, «Aevum», 82 (2008), pp. 581-583; C.M. MAZZUCCHI, Per la storia medievale dei codici biblici B e Q, del Demostene Par. gr. 2934, del Dione Cassio Vat. gr. 1288 e dell’Ilias picta ambrosiana, in The Legacy of Bernard de Montfaucon: Three Hundred Years of Studies on Greek Handwriting. Proceedings of the Seventh International Colloquium of Greek Palaeography (Madrid - Salamanca, 15-20 September 2008), edited by A. BRAVO GARCÍA - I. PÉREZ MARTÍN with the assistance of J. SIGNES CODOÑER, Turnhout, Brepols, 2010, pp. 133-141, 747-749: 133, 138-140; S. LUCÀ, Il libro bizantino e postbizantino nell’Italia Meridionale, in Scrittura e libro nel mondo greco-bizantino, a cura di C. CASETTI BRACH, «Territori della Cultura», 10 (2012), pp. 25-76: 34. Inoltre M. BUONOCORE, La ricezione figurata dei classici. Genesi e struttura di una mostra, in Vedere i Classici. L'illustrazione libraria dei testi antichi dall'età romana al tardo medioevo, [Catalogo della mostra], a cura di M. BUONOCORE, Roma, Fratelli Palombi Editore - Rose, 1996, pp. 7-26: 17; G. BRUGNOLI, La parola dipinta. Teorie e forme della visualizzazione dei classici latini, ibid., pp. 27-37: 29; A. GIULIANO, L'illustrazione libraria di età ellenistica e romana e i suoi riflessi medievali, ibid., pp. 39-50: 42, 47, 48; G. RAVASI, [Scheda del ms.], ibid., pp. 157-158 n. 3 e fig. 69; C. PASINI, [Scheda del ms.], in Codex. I tesori della Biblioteca Ambrosiana, [Catalogo della mostra], Milano, Rizzoli, 2000, pp. 50-51 n. 21; L'Ilias Picta Ambrosiana, Biblioteca Ambrosiana, [2008]; S. SERVENTI, [Scheda del ms.], in La Biblioteca delle Meraviglie. 400 anni di Ambrosiana, [Catalogo della mostra], a cura di C. CONTINISIO - M.L. FROSIO - E. RIVA, Milano, Biblioteca Ambrosiana - Novara, De Agostini, 2010, pp. 76-83; C. Castelli, Omero e Homerica nell'Ilias picta: intorno a un commento di Porfirio, in Omero: quaestiones disputatae, a cura di F. Gallo, Milano-Roma 2016 (Ambrosiana Graecolatina, 5), pp. 3-12. Riproduzioni facsimilari dei frammenti dopo la monumentale edizione del Mai: Homeri Iliadis pictae fragmenta Ambrosiana, phototypice edita cura A.M. CERIANI - A. RATTI. Praefatus est A.M. CERIANI, Mediolani, U. Hoepli, 1905; Ilias Ambrosiana. Cod. F. 205 P. inf. Bibliothecae Ambrosiane Mediolanensis, Berna - Oltun, In aedibus Urs Graf, 1953 (Fontes Ambrosiani, 28); Ilias picta, Valencia, Ediciones Grial, 2009.
  • Il codice con incollati i frammenti dell'Ilias entrò in Ambrosiana nel 1609 colla biblioteca di Gian Vincenzo Pinelli. Circa le vicende di questo "fondo" e il suo arrivo a Milano R. FERRO, Per la storia del fondo Pinelli all'Ambrosiana. Notizie dalle lettere di Paolo Gualdo, in Tra i fondi dell'Ambrosiana. Manoscritti italiani antichi e moderni (Milano, 15-18 maggio 2007), a cura di M. BALLARINI - G. BARBARISI - C. BERRA - G. FRASSO, I, Milano, Cisalpino, 2008 (Quaderni di Acme, 105), pp. 255-288, con ulteriore bibliografia.

Nomi: (Vidit) (Vidit) (Possessore precedente) (Vidit)

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Dati generali (100)
  • Tipo di data: data incerta
  • F 205 inf.